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Rassegna Storico-Editoriale Giuliano-Dalmata e Mostra Memoria e Identità: Storia e Vita del Quartiere Giuliano-Dalmata.

Nella splendida cornice della Sala Quaroni nel Palazzo degli Uffici dell’EUR SpA in Roma, il 6 febbraio u.s., si è svolta la Rassegna Storico-Editoriale Giuliano-Dalmata, organizzata dal Comitato di Roma dell’ANVGD, dalla Casa Editrice Drengo e dal XII Municipio di Roma. L’evento ha avuto il patrocinio di: Master in Storia e Storiografia Multimediale, Università degli Studi di “Roma Tre”; Medioevo Italiano Project; Società Internazionale per lo Studio dell’Adriatico nell’Età Medievale; Associazione di Storia Multimediale.
L’incontro è stato strutturato in tre momenti, armonicamente susseguitisi. Alle ore 16,30 è stata aperta la Mostra Memoria e Identità. Storia e Vita del Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma, allestita senza usufruire di alcun finanziamento. In particolare sono stati esposti alcuni pannelli raffiguranti la storia del Quartiere, e, soprattutto, trattandosi di una Rassegna Storico-Editoriale, i pannelli con i lavori -temi e poesie- degli studenti che hanno frequentato i moduli didattici, svolti dalla scrivente, nei trascorsi tre anni scolastici, e che hanno partecipato alle tre edizioni del Premio Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma. Lavori che sono espressione delle loro emozioni e delle loro riflessioni, alla luce della conoscenza della storia giuliano-dalmata. Tale esposizione ha suscitato notevole interesse tra i numerosi ed attenti presenti.
Puntualmente alle ore 17,00 sono stati aperti i lavori del Convegno, con una breve introduzione di chi scrive -curatrice scientifica-, in cui è stato illustrato il significato dell’evento, ovvero “un omaggio a quanti, per amor di Patria, hanno sacrificato tutto in nome dell’alto ideale della Libertà. In questa settimana ricorre l’anniversario del tristemente noto trattato di pace del 1947, che sancì la perdita definitiva delle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia, che tanto sacrificio costarono ai martiri della Prima Guerra Mondiale, da taluni storici, proprio per questo motivo, definita Quarta Guerra d’Indipendenza”. È stato letto, inoltre, il messaggio del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Gianni Letta: “Roma, 1 febbraio 2006. Disponesi esposizione a mezz’asta bandiere nazionale et europea su edifici pubblici venerdì 10 febbraio corrente occasione ‘Giorno del Ricordo’ in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale”, seguito da un doveroso minuto di silenzio.
Un breve saluto d’ospitalità è stato rivolto dal Responsabile della Direzione Comunicazione e Rapporti Istituzionali dell’EUR SpA, dott. Fabio Grisanti, insieme alla dott.ssa Marzia Del Monte, prezioso aiuto organizzativo interno. Si sono succeduti al microfono, per porgere i loro saluti introduttivi, il Presidente Nazionale On. Lucio Toth, il quale ha creduto in questa iniziativa sostenendola sin dalla sua idea embrionale (ottobre 2005) ed ha elogiato i giovani studiosi che hanno aderito all’evento, rilevando l’importanza del nuovo interesse delle realtà accademiche e culturali alle tematiche giuliano-dalmate; il Presidente del Comitato di Roma, Cav. Plinio Martinuzzi, il quale ha salutato i presenti ricordando che tale manifestazione ha inaugurato le celebrazioni del Giorno del Ricordo che si sono svolte nella Capitale nei giorni successivi. “Abbiamo il piacere di ospitare -ha continuato Martinuzzi-, ancora una volta, la Mostra sulla Storia del Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma, realizzata dalla Casa Editrice Drengo, Mostra che noi consideriamo il fiore all’occhiello della comunità giuliano-dalmata di Roma. La Mostra, lo ricordo, ha avuto anche l’importante riconoscimento del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il quale ha voluto destinarle una Medaglia d’Argento”. Dopo aver rivolto un indirizzo di saluto alle autorità presenti, Martinuzzi è stato seguito dal Vice Presidente del XII Municipio, Andrea De Priamo, dalle cui parole è trapelata l’emozione di essere presente alle iniziative del Comitato di Roma dell’ANVGD e della Drengo, iniziative a cui è sempre stato vicino, culturalmente e spesso a livello organizzativo, insieme al Consigliere Maurizio Cuoci, ai quali mi fa piacere rinnovare il mio ringraziamento sincero e sentito per la loro vicinanza.
A seguire il saluto dell’Amministratore Unico della Drengo, Angelo Gambella, fondamentale sostegno nell’ideazione ed organizzazione di questo incontro. È stata, infatti, sua l’idea di allestire, insieme alla Mostra Memoria e Identità, una Rassegna Editoriale sulle tematiche giuliano-dalmate, per rendere nota la storia più e meno recente di questo popolo e delle sue terre. Rassegna, curata dal Medioevo Italiano Project, a cui hanno aderito numerose case editrici, tra cui Ecig, Ediciclo, ETS, Filema, Drengo ed altre. Gambella ha ricordato che la Mostra è stata presente per un mese a Trieste, tre volte a Roma ed ha annunciato che è stata richiesta, oltre che dal Campidoglio per il 10 febbraio, anche in altre città italiane. Riguardo al Convegno ha dato comunicazione relativamente agli Atti, che “saranno pubblicati su Storiadelmondo, www.storiadelmondo.com, periodico da noi edito in collaborazione con il Medioevo Italiano Project e diretto dalla dott.ssa Roberta Fidanzia”, e relativamente alle notizie sull’evento, che sono state rilanciate dalla nuova Agenzia telematica d’informazione per la storia e le scienze umane (AGENSU), www.agensu.it.
Terminati i saluti, prima di aprire ufficialmente i lavori, un breve ringraziamento è stato rivolto al Presidente dell’Associazione Triestini e Goriziani in Roma, Cav. Gr. Croce Aldo Clemente, che, nell’impossibilità di presenziare personalmente, ha inviato alla scrivente un messaggio informale di saluto, ed ai relatori, cari amici e colleghi della scrivente moderatrice, che si sono tanto appassionati a tali tematiche, vuoi per ragioni sentimentali, anche personali, e vuoi per motivi ‘solamente’ storico-scientifici. Sono stati presenti, tutti e quattro, con passione e dedizione ed hanno aderito alla proposta di chi scrive con sincerità, dimostrando la massima disponibilità e senza chiedere nulla in cambio. Di questo è doveroso ringraziarli ufficialmente.

Primo relatore è stato Umberto Maiorca. Redattore di Storiadelmondo, Laureato in Lettere con indirizzo storico, ha conseguito un Master in ‘Storia e Storiografia multimediale’. Maiorca è giornalista pubblicista e scrive di storia su numerose testate, tra cui il mensile Novecento ed il quotidiano Il Messaggero, edizione dell’Umbria. Il dott. Maiorca non è affatto nuovo alle tematiche giuliano-dalmate. Per la prima Giornata della Memoria del 2003, infatti, preparò per Storiadelmondo un commento, molto interessante e preciso, del volume di Lionello Rossi Kobau, Prigioniero di Tito.1945-1946. In questa occasione, fedele alla sua inclinazione di storico, ha presentato il volume di Ermanno Mattioli, Istria 45-46. Diario di Prigionia. Il tema è lo stesso, anche il periodo, il biennio 45-46. Cambia l’autore e cambiano le storie. Nel suo precedente scritto, Maiorca riportava alcune frasi di Kobau, che illuminavano la storia con una luce diversa, soprattutto in quel periodo, in cui eravamo sicuramente tra i primi a ‘parlare’, scrivere e pubblicare su internet testi su tali argomenti. “Mi sono fatto un’idea abbastanza precisa dell’atteggiamento spesso oltre la crudeltà con cui le guardie jugoslave hanno trattato noi italiani: oggi viene definita operazione di pulizia etnica”. Questa breve prefazione dell’autore rendeva bene l’idea di quanto vissuto in quegli anni da tanti cittadini italiani, qualcuno miracolosamente salvo, moltissimi, invece, mai tornati per raccontarla. Mattioli è stato uno dei pochi tornati, quasi un fantasma che è riemerso dall’inferno in cui certamente non meritava di finire. La domanda posta a Maiorca è stata circa la possibilità di trovare il modo per dire che quella attuata dalle milizie jugoslave di Tito non fu pulizia etnica, che non fu genocidio, che non fu odio etnico, culturale, ideologico e fu ‘solo guerra’. Maiorca ha risposto esponendo la testimonianza di questo maestro elementare, come lo era Giuseppe Tosi, a cui nel nostro meraviglioso Quartiere è intitolata la scuola elementare, che fu imprigionato, umiliato e maltrattato per la sua orgogliosa italianità.
Seconda relatrice, Ilaria Pagani, storico dell’arte e guida turistica autorizzata, è giornalista pubblicista, collabora con il quotidiano Il Tempo, la rivista Titolo Quinto, il giornale web chronica.it. Conduce in radio alcune trasmissioni culturali e collabora con RaiNet, è inoltre Redattore di Storiadelmondo. Anche la dott.ssa Pagani non è nuova alle nostre tematiche. Ha curato, qualche tempo fa, una mostra di fotografie sull’Istria contemporanea ed inoltre ha scritto per Storiadelmondo numerosi saggi ed articoli sull’arte in Istria, Fiume e Dalmazia. E proprio questo è stato l’argomento del suo lavoro, che è stato introdotto dalla scrivente con una domanda, forse provocatoria: “sappiamo benissimo che nella quasi totalità dei libri di storia, almeno fino a pochissimi anni fa -oggi forse qualcosa sta cambiando- non vi era nemmeno un accenno alle tematiche giuliano-dalmate. Non si trovava assolutamente nulla della tragedia delle foibe e nulla del dramma dell’esodo. Ma altrettanto poteva dirsi per la storia medievale e moderna, ambiti in cui le terre d’Istria, Fiume e Dalmazia sono state drasticamente tagliate fuori, escluse, cancellate. Questo palesemente motivato dalla necessità di non far porre ‘strane’ domande ai lettori, nella maggior parte studenti. Non essendo io un’esperta d’arte, ma semplicemente una grande ammiratrice della nostra arte italiana, in particolare medievale e rinascimentale, mi domando se, dal punto di vista della storia dell’arte, si sia riproposta una situazione analoga a quella della ‘storia’ tout court”. La dott.ssa Pagani rispondendo puntualmente e scientificamente alla questione, ha incantato il pubblico con un viaggio virtuale nell’arte di quelle terre, attraverso l’utilizzo di strumenti multimediali, messi gentilmente a disposizione dall’EUR SpA.
Terza relatrice, Raffaella Leproni, nipote e figlia di fiumani, redattore di Storiadelmondo, è Docente di Lingua inglese a contratto presso l’Università degli Studi Roma Tre. Attualmente è Dottoranda di Ricerca in Scienze Letterarie. Laureata in lingue e letterature straniere, ha conseguito un diploma di Master in Storia e Storiografia multimediale ed è cultore della materia presso le cattedre di Sociolinguistica dell’Università degli Studi “San Pio V” e di Lingua e Traduzione inglese e Lingua e Letteratura inglese dell’Università degli Studi “Roma Tre”. In quanto Filologa, la dott.ssa Leproni ha usufruito di una borsa di studio per uno stage presso la Biblioteca del Senato della Repubblica, durante il quale ha svolto l’arduo, ma affascinante compito di organizzare e catalogare il fondo dalmata Cippico-Bacotich. Tra le opere del fondo si annoverano incunaboli ed edizioni pregevoli e rare, di autori dalmati o relativi alla Dalmazia, opere che riguardano la storia politica, letteraria, religiosa delle terre dalmate, l’archeologia, la storia dell’arte e i costumi locali, e comprendono un significativo patrimonio iconografico, disegni e riproduzioni fotografiche. Di rilievo sono anche le raccolte di opere di storia locale italiana e numerose annate di giornali istriani e dalmati; scritti biografici, guide turistiche regionali e carte topografiche. Sono presenti anche manoscritti, tra i quali alcuni codici dei secc. XVII e XVIII sulla storia di Venezia ed alcune carte autografe di patrioti e martiri dell’irredentismo adriatico. La mia osservazione, che ha voluto essere introduttiva al suo intervento, ha riguardato la sensazione d’italianità che trapela dal semplice atto di enumerare questi documenti. Evidente è il valore fondamentale del recupero e dell’organizzazione di questo fondo, che esiste già da qualche decina di anni presso la Biblioteca del Senato ed interessante è stato ascoltare le riflessioni della Dott.ssa Leproni in proposito, la quale ha proprio voluto evidenziare l’amore e la passione per le proprie terre che emerge dall’esaminare i documenti con così tanta cura raccolti e custoditi da Cippico e Bacotich.
Ultima relatrice, Elena Baldassarri, dottore di Ricerca in Storia del Federalismo e dell’Unità europea, laureata in Lettere e Diplomata in ‘Storia e Storiografia multimediale’, è redattore di Storiadelmondo. Recentemente ha approfondito le tematiche della Storia contemporanea del Canada grazie ad un finanziamento per Giovani Ricercatori dell’Università di Pavia. Attualmente collabora con la Cattedra di Storia e Istituzione Nord Americane della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Roma Tre”. La dott.ssa Baldassarri è un volto conosciuto, almeno per gli esuli abitanti nel quartiere Giuliano-Dalmata, in quanto mi fece l’onore di presentare il mio cd-rom Storia del Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma, che nacque proprio nella sede del Master presso il quale lei è attiva collaboratrice. La domanda posta alla dott.ssa Baldassarri è stata analoga a quella posta alla dott.ssa Pagani poco prima: prendendo spunto dal Prof. Paolo Simoncelli, dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, che sabato 4 febbraio ha rilasciato un’interessante intervista nello speciale del tg2 Dossier Storie a cura di Giorgio Salvatori, si può dire che i motivi dell’esodo, alla data odierna, possono essere maggiormente chiariti e sviscerati. Secondo alcuni documenti di recente indagine di studio, il prof. Simoncelli, ha affermato che le violenze perpetrate contro gli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, sono state fatte anche, e soprattutto contro italiani antifascisti. Perché? Perché effettivamente l’antifascismo in quelle terre si proponeva come una validissima alternativa al nascente regime comunista dittatoriale di Tito. Dunque, poteva certamente fungere come affermazione di valori di libertà nell’italianità. Inaccettabile per Tito. Sulla base di questo, si può rilevare che esiste uno spartiacque storiografico tra la storia raccontata prima dell’istituzione del giorno del ricordo, o almeno antecedente alla prima giornata della memoria, fortemente voluta dagli esuli, e la storiografia successiva. I motivi dell’esodo furono principalmente scelte di libertà, politica, culturale ed anche religiosa. Chi erano e chi sono questi esuli giuliano-dalmati? Perché hanno rifiutato il paese del ‘socialismo quasi reale’? La dott.ssa Baldassarri, occupandosi di storia del Nord America, ha quindi esposto la sua analisi circa le scelte di espatrio definitivo di molti degli esuli, che sentendosi spesso stranieri e non capiti in Patria, hanno preferito trasferirsi negli Stati Uniti e nel Canada ed ha sottolineato la difficoltà e la capacità di far convivere antiche tradizioni italiane, con esigenze linguistiche, culturali, sociali, nuove e diametralmente differenti.
A conclusione è stato letto il messaggio di saluto inviato dalla Prof.ssa Pia Grazia Celozzi Baldelli, Direttore del Master in Storia e Storiografia Multimediale, la quale si è complimentata per l’altissimo livello culturale dell’iniziativa. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Segretario Nazionale, Oliviero Zoia ed al Presidente del Comitato di Roma, che hanno apprezzato sin dall’inizio la proposta di questo convegno.
Il Segretario del Comitato romano, Lidia Iannuzzi, fondamentale ed insostituibile colonna, come sempre, per la riuscita di questo oneroso lavoro di organizzazione, per il quale la ringrazio infinitamente, ha omaggiato i relatori della tessera di Socio Onorario del Comitato, unitamente a dei piccoli gadget -penna, distintivo e foulard, sostituito con cravatta per il dott. Maiorca- con lo stemma associativo.
I presenti sono stati, quindi, invitati ad accedere al terzo momento della serata, l’esposizione della Rassegna Editoriale, di cui all’esterno della sala si è occupata la sig.na Carla Gambella. A conclusione è stato offerto dal Comitato un cocktail di saluto, curato e gestito dalla dott.ssa Mariella Grassi e dalla sig.ra Elena Rossi, collaboratrici dell’Associazione Triestini e Goriziani in Roma, che si sono gentilmente offerte e tanto prodigate per questo. Attraverso questo resoconto, rinnovo loro il mio ringraziamento per la dimostrazione di stima e di affetto nei miei confronti, che ricambio di cuore.
(Roberta Fidanzia)





immagini dal CD

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